en de Spacer Home Spacer Itinerari Spacer In bici lungo la Via Traiana

In bici lungo la Via Traiana

Il percorso, lungo circa 13 chilometri, interessa le aree agricole interne occupate da estesi seminativi, oliveti secolari, lame ed antiche masserie con frantoi ipogei. L’escursione può essere svolta durante tutto l’anno in bici e per buoni camminatori anche a piedi.

Immagine dell'itinerario

Località di partenza: Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Ostuni, Frazione Stazione
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Autore: Redazione
Tipologia itinerario: in bici
Fondo stradale: Misto
Difficoltà in bici: Facile
Lunghezza (km): 13,6
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Note: Come arrivare

In auto. SS 379 Bari-Lecce, uscita Ostuni-Pilone-Rosa Marina, direzione Ostuni, seguire le indicazioni per la Casa del Parco – ex stazione di Fontevecchia svoltando a dx per la via Traiana, oppure dalla SP 1 bis (ex SS 16) Ostuni – Fasano svoltare a destra al km 871 per C.da Fontevecchia e seguire le indicazioni per la Casa del Parco – ex stazione di Fontevecchia.

In treno. Linea FS Bari-Lecce, stazione di Cisternino proseguire lungo
la via Traiana fino a la Casa del Parco
Descrizione: Dalla Casa del Parco si percorre una strada dal grande fascino, l’antico tracciato della via Traiana, che attraversa muretti a secco e oliveti pluricentenari portando al Dolmen, antico manufatto megalitico risalente al II millennio a.C. la cui funzionalità non risulta ancora chiara ma le ipotesi rimandano a riti funerari o riti esoterici.

Ripercorrendo un tratto di strada a ritroso ci si inoltra nella campagna olivetata; giunti ad un cavalcaferrovia, si possono notare, sullo sfondo, Ostuni, detta “città bianca”, Torre Canne con il suo faro, gli ampi seminativi, gli ulivi secolari, la scarpata murgiana ed il mare che si perde all’orizzonte.
 
L’escursione continua passando nei seminativi, lungo strade di terra battuta che portano all’interno di una lama, nella quale risulta evidente il passaggio dell’acqua che in tempi remoti ha scavato questi canali per poter defluire a mare.

I sentieri si snodano tra la folta macchia mediterranea, le piante di cappero che crescono lungo le pareti rocciose e il timo che dona la sua fragranza aromatica all’aria ed ai formaggi che si ottengono dal latte di pecore e vacche che pascolano in queste zone e che ancora oggi trovano ricovero nelle grotte che si aprono sugli spalti delle lame.

Proseguendo si giunge sulle dune fossili sulle quali è presente una vegetazione con bassa gariga a timo e pseudosteppa, tutelata dall’UE come habitat prioritario.
 
Durante il periodo primaverile è possibile osservare la fioritura di numerose orchidee spontanee endemiche presenti nella lista rossa Nazionale.

I pascoli sconfinati che si congiungono alla linea di costa sono gli ambienti ideali per gheppi e poiane, rapaci che durante il periodo di passo frequentano queste zone per cacciare le loro prede.

Ultima tappa prima di ritornare alla Casa del Parco è la masseria Fontenuova dove si allevano razze autoctone come la Pecora leccese e le vacche della razza Bruna pugliese dalle quali si producono formaggi molto saporiti.

Ospitalità in zona:

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