Il paesaggio dominante che circonda la Via Francigena è quello delle colline toscane plasmate da secoli di duro lavoro in condizione di mezzadria agricola. Lungo “la strada” s’incontrano tratti di selciato originali del tracciato medioevale.
Località di partenza:
Regione Toscana, Provincia di Firenze, Castelfiorentino
Pieve di Santa Maria a Chianti (260 m), Gambassi Terme
Come arrivare
In auto: A1, uscita Firenze Scandicci, segue Strada di Grande
Comunicazione FI-PI-LI, uscita Ponte a Elsa Empoli Ovest, proseguire
sulla Ss 429 direzione Castelfiorentino.
In treno: da Firenze linea Firenze-Empoli-Siena, Stazione di
Castelfiorentino
Descrizione:
L’itinerario inizia dalla stupenda Pieve di Coiano (Sce Petre Currant), posta sulla linea del crinale sinistro della valle attraversata dal fiume Elsa. Dirigendoci a sud, si segue il segnavia VF, lasciando alle spalle la Pieve e sulla destra il Castello di Coiano, oggi trasformato in fattoria toscana.
La strada si insinua tra coltivi di vitigni di Chianti, seguendo il crinale dal quale, in lontananza, si intravede l’antico borgo di Timignano, oggi Castelfiorentino, posto in posizione strategica all’incrocio della Via Francigena di valle e la Via del Sale.
La sterrata continua sul filo del crinale, scavalca Poggio Carlotta e il castello del Castellare, da dove si scende - sempre verso sud - alla strada carrozzabile proveniente da Castelfiorentino, in direzione Corazzano; si gira a sinistra, la si percorre per pochi metri, riprendendo cosi la strada bianca a destra, sempre sul crinale.
Dopo un tratto di costa, dove il paesaggio delle colline rammenta una stampa, si scende in località Tinti dei Mori (incrociando la carrozzabile che proviene da Castelfiorentino in direzione Montaione). Risalendo per la via della Meliana, tra coltivi e vigne, si tocca prima Borgoforte, per poi giungere alla stupenda Pieve di S. Maria a Chianni (Sce Sancte Marie Glan), la “submansione” della successiva tappa del percorso seguito nel 990/994 da Sigerico, arcivescovo di Canterbury.
Borgo San Benedetto, in alta Val d'Egola, area paesaggistica protetta, terra di tartufi e di cinghiali, è un vero paradiso per chi sa amare la natura, per chi di grilli e di usignoli non è mai sazio.
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